Le montagne sono pietra morta, la gente
ne ammira od odia l'altezza, l'insolente tranquillità,
le montagne non s'addolciscono né si preoccupano
e i pensieri di alcuni uomini morti hanno la stessa tempra
(da "Nelle terre estreme" di Jon Krakuer)
"Che ti move, o omo, ad abbandonare le proprie tue abitudini della città, lasciare li parenti e li amici ed andare in lochi campestri per monti e per valli, se non la naturale bellezza del mondo?" (Leonardo da Vinci)

Ho posato i piedi su questa vetta già tre volte: partendo da Ventarola, o dal congiungimento delle due strade che portano a Orero e Lorsica, in versione invernale o estiva. E' una di quelle cime che un fontanino non può non aver mai visitato, insieme al monte Caucaso.
Più che un'escursione è una passeggiata; il segnavia è rappresentato da due pallini rossi.Ricordo che da Camogli e porto Pidocchio è presente un servizio battelli!
Consiglio, prima della passeggiata o al ritorno, una visita a Camogli, al suo lungomare e alle stradine che passano in mezzo a queste case alte e colorate... e alla creperia bretone!
E' un saliscendi di circa tre ore effettive, che consiglio prima di tutto di fare con calma: sono tantissimi i punti in cui fermarsi a guardare (e sentire) il mare che si frange sugli scogli, scoprire fiori che non avevi mai visto e, soprattutto, esplorare i paesi con le loro strette vie, e con odori che cambiano di metro in metro; inoltre, consiglio di prendersi una bella giornata feriale, con tanto sole e magari a inizio primavera!
issima escursione, fatta l'estate scorsa!
Proseguendo verso il Monte Maggiorasca, ci siamo imbattuti in una piccola tromba d'aria, lungo il sentiero che passa "dietro" al Bue; il sentiero poi si allarga ancora e prosegue con una discesona piena di pietraccie: attenzione ai ruzzoloni! Dopo aver attraversato un boschetto si raggiunge la cima un po' arrotondata del Maggiorasca: ben più piacevole del Monte Bue, con dei bei prati, un'alta madonnina e una vista più apprezzabile forse (e gli antennoni e "galatine" poco più in là). Qui è il posto ideale per una sosta con pranzo, ma il consiglio è quello di coprirsi un po': anche se non sarà stata un'immensa fatica giungere fin qui, una magliettina sopra non fa mai male, soprattutto se tira un'ariettina fresca ma costante e soprattutto se ci si vuol fermare a fare un pisolino (attenzione alle formiche!).
uarto d'ora segnalato dal cartello (posto ai piedi del Bue, lo si incontra prima della sua risalita): il sentiero sembra il letto di un ruscello, pieno di pietroni; attraversa un boschetto buio e a tratti non proprio rassicurante! Ma dopo un po', ecco il lago! E' proprio un bel lago, tranquillo, adagiato in una specie di conca e circondato dai monti; le acque non sono proprio limpide, il colore è marroncino, ma sembra brulicare di bei pescioloni. Sulle sponde del lago sono presenti anche alcuni siti pic-nic, compresi di tavoli e panche in legno e, almeno dalla parte dello sbocco del nostro sentiero, anche di una sorta di barbecue con legna! Il cartello lì vicino informa di stare attenti a non causare incendi, e che il lago è un'area protetta e ad alto valore naturalistico.